domenica 11 agosto 2013

Il carro agricolo, modellino in legno.



Tra i modellini in legno che ho realizzato c'è il carro agricolo.

Lo avevo visto, nel parco di una grande villa, sulla strada che da Ravenna va a Faenza, si trattava di un vecchio carro agricolo che faceva bella vista di sé. 

Il 22/06/1968, armato di carta, matita e metro, avevo chiesto ai proprietari di prenderne le misure, e ne rilevai tutti gli elementi per poterne costruire uno in scala in modo che risultasse di circa trenta cm. 

Era bellissimo, tutto verniciato in celeste, senza il timone che ne avrebbe sfigurato le proporzioni, poiché doveva essere trainato dai buoi, ed aveva,




nella parte posteriore, vicino all’argano, una bella pittura di un santo. 

Era pressoché uguale a quello che avevamo noi negli anni 40 –70 nelle campagne modenesi. Mancava solo delle sponde che servivano per contenere meglio le pannocchie del granoturco (mais), l’uva, ecc. 

Per realizzarlo scelsi il legno di noce, che avevo trovato quali scampoli da un falegname e mi misi a costruirlo, cominciando dalle ruote e dalla ralla di sterzo anteriore. Tutte le parti metalliche erano in ottone per evitarne la ruggine. 

Le ruote furono fatte sulla falsariga di quelle del cannone, gli abbellimenti dei longheroni, la cassetta degli attrezzi, furono copiati meticolosamente ed il particolare più interessante furono i fermi delle ruote, ricavati da un elettrodo, battuto a mano per ottenere uno spiattellamento che ricopriva il mozzo (questo particolare è meglio visibile dalla foto) permettendo a chi cercava di salire sul mozzo stesso per accedere al carro di non essere travolto, incidente che capitava spesso se i buoi si mettevano in movimento. 

Non volli verniciarlo. Il 14/09/1968 era terminato.


5 commenti:

  1. Buongiorno Tonino,mi è piaciuto leggere il suo articolo e mi ha portato indietro con il tempo quando da piccola accompagnavo gli zii su di un carro simile per andare a vendemmiare.
    Un caro saluto, Manu

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  2. Ne ho visto uno uguale (ma vero, non un modellino) nel libro che ho comprato sulle tradizioni di Guastalla. Nella foto c'è scritto che è conservato al Museo della Civiltà contadina - Terra del Sole.
    Il libro parla dei mestieri scomparsi come quello del carrettiere, però io avevo capito che quello con le sponde lo usassero i birocciai per il trasporto di materiale per l'edilizia (sabbia, cemento, sassi). Invece imparo da te che veniva anche usato per pannocchie e uva ... effettivamente è molto più logico.
    Che belle queste cose! Mi piacciono tanto. Grazie mille per i tuoi racconti (e grazie per avermi incluso tra i tuoi blog, mi fa onore).
    Buona serata
    Marilena

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    1. Ciao Marilena; Benvenuta fra di noi. Mi lusingano sempre i complimenti che forse non merito. Con la comprensione di tutte e di tutti ho raccontato tanti pezzettini della mia vita, dal vero, detti alla mia maniera cioè molto alla buona. Altri stralci, come questo sono già pubblicati, basta scorrerli. Altri ancora sono in previsione ...sperando sempre di continuare e di avere il vostro consenso. Ti avrei volentieri fra i miei amici.
      Tonino

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  3. Li ho visti di persona e al lavoro questi carri, compresi quelli più leggeri per il fieno che avevano le ruote di legno cerchiate. Quando ero ragazza e fino non tantissimi anni fa non ero cosciente di vivere un pezzo di storia contadina. Sono così felice di quei ricordi! E sono felice di passare da un intenditore di tutti i dettagli come sei tu. Rimango incantata delle tue descrizioni. Il modellino è splendido.
    Ciao :)

    Nou

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  4. Questi modellini ricordano sempre un periodo della vita di chi ci è pasato dentro. Ho cercato di curarne i particolari che mi ricordavano il mio passato. Seguirà un altro modello piuttosto complicato: il telaio per tessere il filo di canapa, molto usato, specie in tempo di guerra dalle mie parti(MO-BO). Grazie per gli apprezzamenti. Tonino

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