domenica 17 novembre 2013

Dick Fulmine e Topolino: i miei primi giornalini a fumetto.

Finita la quinta elementare, nel ’42, l’inverno che si appressava mi lasciava molti vuoti di tempo cui dedicare ad attività che non fossero proprio di lavoro agricolo, come in estate e la guerra poneva forti limiti a viaggi, attività ed altri interessi alla mia irrequietezza.

I libri di testo della scuola, alla sera, dopo cena, nella stalla erano quasi l’unico diversivo. Mi accanivo bambinescamente a scarabocchiare, a sottolineare, a scartabellare in modo deplorevole.
Mio padre, che aveva sempre avuto l’abitudine di interessarsi di notizie, di fatti, di novità nelle colture agricole e delle vicende nazionali, andava tutte le domeniche al paese, Nonantola, e comprava il giornale, La Stampa, le cui notizie bastavano per tutta la settimana.

 La sua passione era quella del lotto. Non ha mai giocato una volta, ma si dilettava a copiare, ogni settimana, a matita, il quadretto delle estrazioni, che annotava diligentemente su di un quaderno, con la data e poi, per ciascuna ruota faceva molte statistiche andando a ricercare quali erano i numeri che ritardavano ad uscire, che secondo lui erano più probabili a breve scadenza e che comunque fossero tendenzialmente più redditizi. 

Dick Fulmine 
Aveva riempito tanti quaderni e mi rammarico di non averne conservato qualcuno a riconferma, se ce ne fosse bisogno, di quanta solerte caparbia riponesse nei suoi metodi, nel suo operare, nella perseveranza, nell’impegno, anche per le cose più futili, che poi ha trasmesso a noi tutti e tre i suoi figli. Avendo notato che mi interessavo di letture, per l’età che avevo, un giorno mi portò a casa un giornalino, un giornale a fumetti del tipo dell’attuale Tex Willer, che raccontava le avventure del gigante buono, italiano, allineato alla politica del momento, che aveva una ciocca di capelli ribaltata sulla fronte: si chiamava Fulmine.



 Il personaggio derivava dalla pubblicazione americana, dal 1938 delle avventure di Dick Fulmine, l’ammazza tutti a suon di pugni, opportunamente fascistizzato per ragioni di guerra che però ai bambini piaceva molto. Tanto ché quando l’editore lo diede per morto, in effetti voleva solo farlo risorgere con un nuovo look, non fu tanto ben accolto. Io aspettavo allora la domenica con grande apprensione e quando mio padre si dimenticava, per me era una grande delusione, perché l’attesa della continuazione dal precedente restava senza risposta.

 Negli ultimi tempi della guerra l’edizione fu sospesa. In seguito specie nel dopoguerra, andavo personalmente al paese a prenderlo. Seguì il giornalino, formato giornale, di TOPOLINO. Con gli amici vicini di casa, soprattutto i Bulgarelli (Gino, Giulio, Delmiro e Dino) ci mettemmo d’accordo per prendere ciascuno una pubblicazione fra quelle allora esistenti fra: Topolino, Il Vittorioso, Il Corriere dei Piccoli e Grand Hotel. 

Io scelsi Topolino perché avevo cominciato a prenderlo durante la guerra. Ogni anno ciascuno rilegava la propria edizione, cucendola con il filo e mettendoci una specie di copertina di cartone più robusto ed a turno ce li passavamo l’un l’altro. Questi libroni andarono distrutti per la mancanza di riguardo di troppi inesperti lettori. Tutti i miei volumi invece andarono purtroppo perduti nel periodo della mia assenza dalla casa in campagna nel 1954-56. La ricerca successiva, anche dopo molto tempo dalla fine della guerra rimase infruttuosa. Chi avesse notizie più aggiornate è pregato di segnalarmele. 

Nel 1989-90 il giornale Il Messaggero pubblicò una riedizione di tutti i numeri originali di Walt Disney dal 1938 nel formato di giornale. Ne ho fatto la raccolta e li ho rilegati in due grandi volumi. Ma non sono le edizioni reali emesse durante la guerra. Il giornalino allora era costituito da otto pagine. La prima era dedicata ad un personaggio tipo fulmine, di cui non ricordo più il nome, che viaggiava per il mondo distruggendo tutti i nemici del regime, con titoli come “Fiamme in Bessarabia”, ecc. Le altre pagine erano dedicate ad argomenti vari di personaggi di Topolino, con i primi bollini per premi agli “Gli Amici di Topolino”, a cui mi ero iscritto.

Topolino: Libroni ’89-’90 Edizione originale dal ’36 in poi da Il Messaggero. 
Ricordo specialmente di un racconto a puntate dove due nemici che viaggiavano su velocissimi scooter, con tanto di casco che correvano su lamelle di acciaio e che assomigliavano in modo impressionante gli scooteristi di 50 anni dopo, i quali furono sconfitti sottraendo loro l’olio che lubrificava le lamelle di acciaio e che alla fine rimanevano uccisi dalla ruggine!. Queste le mie prime letture, di cui rimpiango tantissimo di aver perso ogni traccia, invece il mio primo libro fu “Le avventure di Pinocchio”. 

Anche nel 1946 Topolino pubblicava e premiava le poesie e i disegni dei suoi piccoli lettori.



7 commenti:

  1. Ti leggo sempre tanto volentieri. E' veramente impressionante che tu abbia memoria di tanti particolari, rimango stupita tutte le volte. Grazie per tutte le cose che imparo venendo qui a leggerti. Ciao. Marilena

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    1. Sono davvero confortevolmente graditi i tuoi commenti, Marilena! . Quando la corteccia cerebrale s'indurisce, i ricordi di stamattina svaniscono subito lasciando più spazio a quelli di settant'anni fa che per fortuna mi restano ancora abbastanza nitidi e precisi, perchè vissuti.! Il pubblicarli resta solo l'ultimo tentativo di non perderne definitivamente le tracce, grazie a voi che leggendoli, ancora mi stimolate a completarne l'elenco che mi ero prefisso.

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  2. Ciao Tonino, anch'io concordo con il commento precedente che è sempre gradevole leggere i tuoi racconti di vita vissuta. Peccato per i tuoi giornalini di Topolino, ricordo ancora con dispiacere che ne possedevo una bella raccolta e mia madre in un trasloco me li buttò tutti via( a mia insaputa) ...
    Oggi li sto realizzando tutti in miniatura 2x2cm...leggibili! Mi sento tanto, Manu alla riscossa...( e potrebbe essere il titolo di un Topolino...eh,eh,eh)
    Un caro saluto. Manu

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    1. Bene, Manu, anche tu come me. Ce le fai vedere, vero, le tue miniature su Topolino ?. Non ne vedo l'ora. Mi doterò fin d'ora di una buona lente d'ingrandimento!

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  3. Nel 1946 tu vincevi il riconoscimento di poeta e io nascevo:)
    Vorrei avere la tua bella memoria del passato, purtroppo non ricordo le cose nei loro particolari. Però ricordo di aver letto Il Monello, Paperino, Capitan Micki, Tex e sicuramente altri. Chissà se tu ti ricordi della Storia del bandito Giuliano che usciva a fascicoli di non so quale settimanale. Mi ha appassionata e ho saputo un po' della Sicilia attraverso quel racconto. Ho conservato tutti i fascicoli ma poi sono andati perduti in ripulisti in cui io non ero presente o magari anche prestati a qualcuno e mai più restituiti, chissà?
    Un abbraccio
    Nou

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    1. Come vedi, ho cominciato a scrivere sciocchezze da piccolo, ciò non toglie che per i bambini quelle allora fossero cose importanti. Peccato però che i ricordi delle vicende della vita vadano spesso perse per i motivi più futili.
      Anche i miei Topolino sono andati perduti così, come i tuoi. Del bandito Giuliano non ricordo nulla, se non quel poco che diceva la radio allora di Portella della Ginestra. Cari saluti Tonino

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    2. Era la sua storia romanzata. Ne hanno anche girato un film.
      Nella realtà Salvatore Giuliano, con la sua banda, compì il massacro di Portella della Ginestra e con quello segnò la sua fine.
      Scrivere poesie è un'opera d'arte pur nell'ingenuità di bambini .
      E' davvero un peccato che quei racconti pubblicati a puntate mi siano andati perduti. Provo a ricercarli in qualche biblioteca. In rete ho già provato con insuccesso.
      Ciao Nou

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