mercoledì 12 febbraio 2014

INGEGNERIA: UFFICIO TECNICO

     L’occasione, per continuare la mia attività in proprio, dopo il prepensionamento, si presentò puntualmente all’inizio del 1988. Andato a vuoto un possibile inserimento presso una nuova nascente attività di progettazione, collegata ad entità vicine alla Direzione ANIC, ne seguì una seconda.

      Su indicazione di miei ex capi, fui contattato da un altro intraprendente Imprenditore locale che voleva estendere la propria attività di impiantistica elettrica, in zona e dentro all’ANIC, con attività di progettazione “Chiavi in mano” poiché il mercato andava richiedendo sempre più appalti generali (di ogni specialità) anziché per i soli interventi della parte elettrica.

      Nacque così la P.Benelli Engineering Srl, già ai primi di Gennaio, in zona Bassette (RA), basata inizialmente su tre persone: Meccanica: T.Tosatti, Elettrica: G., Del Mastro e Strumenti: A. Pastore, che si avvalsero di qualcuno dei componenti del gruppo preesistente a Marina di Ravenna e di qualche altro reclutato fra disegnatori disponibili in zona. 

     I lavori iniziarono con attività già in corso e di nuova acquisizione nella stessa ANIC, in Enoxi, in Philips ed altri. Il mio impegno, anche come responsabile inizialmente del gruppo, si rivolse soprattutto all’introduzione della prima computerizzazione complessiva, di disegno, di calcolo e di scrittura iniziando la formazione della mentalità degli addetti, che si rivelò di una certa difficoltà: il mio motto fù: “Su ogni scrivania un computer!”. Un’eresia, per quei tempi.



      Contemporaneamente io continuai dall’esterno con l’attività di Capo Commessa per il revamping dei laboratori chimici CRS per conto ANIC, ma con titolarità P.B.E. ancora per un anno e mezzo ed iniziai la conversione dei disegni planimetrici degli Impianti ANIC da manuali a computerizzati.

     Questo diede molto lustro alla nostra attività. I disegni “a computer” si presentavano bene, in modo nuovo e lasciavano intravedere uno sviluppo fino ad allora impensato, anche dalla Direzione ANIC, che inizialmente si era mostrata molto scettica. Intanto l’Ufficio si andava rinforzando, man mano che crescevano le richieste di nuovi lavori. Dopo sei mesi di attività, eravamo arrivati a più di 25 addetti.

      Tra le tante cose che emersero, all’inizio del 1990, su iniziativa di GC MONTANARI e di un ex tecnico ENI, CARLIN, recentemente scomparsi, che si occupavano di ingredienti per polimeri, si concluse un contratto con una importante Ditta estera, per la fornitura della progettazione di base complessiva di un intero Impianto. 

     In qualità di Capo Commessa per tale lavoro, con il fattivo supporto di Montanari e l’intermediazione diretta e titolarità di CARLIN (Tecnoassistance Srl), svolgemmo, a computer, tutto il Progetto, che culminò con l'illustrazione e consegna nel Giugno 1991, con un viaggio (io, Miserocchi e Pastore): il grande successo ottenuto ci fu ricompensato lautamente al ritorno da Carlin con il premio di una settimana in un albergo 5 stelle a Bangkok.

     Seguirono tanti altri lavori, mentre nel gruppo si andava delineando il passaggio alla Direzione di M. Miserocchi–Arcozzi ed entravano altri elementi, fra cui l’Ing. Borghesi, l’Ing. M. Farina, ecc. Il gruppo era arrivato intanto ad oltre 50 addetti. Nel 1991 Benelli concluse un contratto di appalto con Enichem Polimeri per il revamping di un intero Impianto di un nuovo tipo di gomma, il NEOCIS all'Isola 5.

     Questo contratto, fatto su di un preventivo preliminare, quasi solo di massima, come indicativo di budget, fu un malinteso che produsse pesanti perdite. L’ENI pose un controllo pesantissimo, che ci costrinse ad una progettazione del tipo dei Grandi Impianti AGIP, mentre quella da noi intesa, cioè come quella di tutti i lavori precedenti eseguiti in ANIC, che solo come tali sarebbero stati alla nostra portata, si svolsero con un’infinità di riunioni, di moduli, di controlli, di specifiche, di disegni che non riuscimmo a contenere, a cominciare dalla Concessione Edile, fino al Completamento dei Montaggi.

     La funzione di Capo Commessa che dovetti sostenere con grandissimo stress, ma che mi fu anche ben ricompensata, che comportò l’impiego di 63.000 ore di progettazione, quasi il doppio del previsto e produsse purtroppo ingenti perdite. 

     Al termine di questo imponente lavoro, conclusosi, malgrado tutto, con esito molto positivo, essendo anche pressoché ultimata la mia funzione di avvio e crescita di quel consistente gruppo di progettazione, di cui sono orgoglioso, ed in presenza di un notevole rallentamento di nuove commesse, credendo che l’autonomia ormai raggiunta fosse sufficiente per continuarne da soli l’espansione, si giungesse, dopo oltre cinque anni dall'inizio, alla mia uscita dalla P.B.E. che avvenne il 30/04/1993. 

     L’attività della Ditta, trasferitasi poi a Mezzano, cessò e si spense dopo circa un anno e mezzo. L'unico mio cruccio di tale conclusione fu che forse gli uccellini si erano involati dal nido prima di aver messo su per bene le penne, galvanizzati dai successi precedenti, come chi troppo sale… 


7 commenti:

  1. Interessanti queste pagine di diario di lavoro. Lavori e progetti molto similari alla vita di mio marito e proprio in quelle zone...
    Un caro saluto. manu

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    1. Ciao Manu, se tuo marito ha fatto quello che ho fatto io, penso che tu avrai dovuto fare quello che ha fatto mia moglie, quindi non mi resta che ringaziarvi di cuore entrambe, riconoscenti per tutta la vita. Tonino

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  2. Rivedere quell'immagine che hai postato mi ha riportato ai disegni meccanici che circolavano nell'ultima azienda per la quale ho lavorato ... Amara la conclusione che racconta di chi ..... sovente cade precipitevolissimevolmente (che fatica scriverlo!!).
    Ciao. Buona serata :). Marilena

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    1. Che dire di questo altro pezzettino della mia vita!. Cinque anni, poco più. Quelli erano gli anni ruggenti. Il mio impegno è stato quello di trasferire un pò della mia esperienza (la somma delle fregature) alla generazione successiva. Mi pare di esserci quasi riuscito, che non è da poco. Oggi sarebbe pressochè impossibile. Pensa, la fatica di insegnare a qualcuno che doveva abbandonare la matita per..imbracciare un ... mouse, quasi quanto quella che mia figlia fa con me per rimanere avvinghiato a Facebook!. Ciao Marilena, grazie.

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  3. Ne passano di settimane, ma per un saluto ci sono sempre! :)

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    1. Ciao, Letizia: diamo tempo al tempo. Ricambio piacevolmente i tuoi saluti. Grazie. Tonino

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