martedì 28 luglio 2015

Nonantola e Fanano: cosa hanno in comune ?

Mappa Nonantola - Fanano


Nonantola e Fanano: cosa hanno in comune ?
Re Astolfo dei Longobardi e l'abate Ansemo

A prima vista poco, i due paesi distano 56 Km in linea d'aria.
Nonantola in provincia di Modena, è placida cittadina posizionata al centro della pianura padana mentre Fanano è nota località dell'appennino modenese, collocata vicino al Cimone, la cima più alta di tutto l' Appennino centro-settentrionale. 

Eppure, nel VII secolo, quando infuriavano le battaglie tra Longobardi e Bizantini e le tensioni bellicose erano al massimo intervenne Astolfo, Re dei Longobardi, che nel 749 donò il territorio di Fanano e Sestola al cognato Anselmo, Duca del Friuli



La campagna bellica, condotta anni prima, da Liutprando aveva esteso i territori dei Longobardi fino oltre al Reno. 

I Longobardi avevano bisogno di creare vie di comunicazione sicure e protette dalle esuberanze belliche dei Bizantini; oramai tutta le vie di comunicazione dell’Italia centro-settentrionale erano impraticabili perché occupate dagli avversari. 

Anselmo lasciò il titolo di Duca e divenne monaco fondando il Monastero del S.S. Salvatore in Fanano

La chiesa oggi non esiste più ma si presume che fosse nella zona che ancora oggi conserva la denominazione di Abà e Badiola (termini derivati da “abbazia”), nei pressi dove ora sorge la più recente chiesa di S. Silvestro Papa.

Fanano, l'imbocco di via Abà e Badiola. 

In Val di Lamola, ora nota come Valle di Ospitale, Anselmo eresse un ospizio benedettino dedicato a S. Giacomo, indispensabile struttura di appoggio ai viaggiatori del Medio Evo, in prossimità del crinale appenninico.  Dell'ospizio gratuito per i pellegrini rimangono poche tracce, e l'indicazione dell'antica viabilità. 


Nel 751, Anselmo si trasferisce in pianura su indicazione di Re Astolfo e fonda l' Abbazia di Nonantola, bellissimo esempio di architettura romanica con l'intenzione di limitare le velleità bizantine sui territori ferraresi e bolognesi. 

Abbazia di Nonantola 

È così che il monastero di Fanano, l'ospizio benedettino di Ospitale e tutti i beni annessi passarono sotto Nonantola che divenne il centro del nuovo sistema viario dell'Italia centro settentrionale. 

L'asse che collegava i due monasteri benedettini fondati da Anselmo con Roma, divenne  la Via Romea Nonantolana e divenne il passaggio per eccellenza con il Nord Est europeo per i ducati longobardi di Spoleto e Benevento e delle milizie, le corti reali e viandanti. 

Ma i collegamenti e le distanze tra i due monasteri di Nonantola e Fanano, erano poco agevoli e ben presto divenne difficile governarli entrambi per cui quello di Fanano venne dato in concessione a persone del territorio montano. 

Con il tempo l'affermarsi di Modena e Bologna ed il decadimento di Nonantola portò allo sgretolamento del percorso della via Romea Nonantolana. 

Nel 1225, si legge su un trattato siglato tra il Comune di Modena e quello di Pistoia di un antica strada nei pressi di Fanano che venne utilizzata per tutta l’epoca feudale e chiamata la “Mutina (antico nome di Modena) - Pistoria”.


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