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Tonino non è più con noi, ma questo blog conserva ancora molte cose di lui: i suoi interessi, le sue curiosità e il suo modo di guardare il mondo.
Queste pagine restano come una piccola traccia viva del suo passaggio.
Grazie di cuore a tutti quelli che lo hanno letto, commentato o che lo leggeranno in futuro.

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domenica 25 maggio 2014

Quadri trapuntati su velluto: Istruzioni

Ho ricevuto diverse richieste su come realizzare i quadri su velluto che ho descritto in Passatempi e creatività. Sono passati molti anni da quando li realizzai però andando a scartabellare in mezzo agli scatoloni ho ritrovato alcune vecchie istruzioni e materiali.  Li riporto qui per curiosità, ma non so se potranno essere d'aiuto. 

Questo attrezzo era prodotto tanto tempo fa ed io l'acquistai intorno agli anni '60 dalla ditta HAEBERLI di Zurigo. Ora non è più in commercio però qualcuno possiede ancora l'apparecchio, inoltre su eBay ogni tanto è possibile reperire vecchi arnesi.

Curiosando in rete  non ho trovato molte indicazioni, tranne che un sito tedesco che ha dedicato un bellissimo articolo su questo argomentoe che si intitola "Die neue Handarbeit:  Relief-Handstick-Apparat  um 1930"

Per prima cosa allego le istruzioni per l'uso della ricamatrice, cioè di quell'apparecchio che vedete in fotografia.



Per quel che mi ricordo iniziavo procurandomi un disegno in grandezza naturale del quadro che volevo realizzare o lo adattavo facendo direttamente, su carta o su tessuto sottile, un disegno a mano di mia inventiva.

Nelle foto che seguono si vede come erano fatti i cartamodelli acquistabili all'epoca. Sebbene poco leggibile si può notare che le figure da realizzare sono tutte suddivise in aree numerate, dove ad ogni numero corrispondeva un preciso colore del filo di lana da utilizzare.

   


   






Per iniziare a fare un quadro occorre determinare all'inizio il disegno che si vuole realizzare e le dimensioni dello stesso. Dalle dimensioni del disegno di partenza si ricavano le misure che serviranno per costruire il telaio in legno dove fissare il velluto e che farà da supporto durante tutta la fase di lavoro.

Il telaietto viene costruito con 4 assicelle di legno tenero, inchiodate con un mezzo incastro in modo che la faccia superiore sia tutta allo stesso piano, per stendervi sopra il velluto capovolto e ben teso, fissandolo poi con punte da disegno.

Poi, dalla parte del velluto capovolto viene steso il disegno e fissato ben teso ed a contatto, anch’esso fissato con punte da disegno.

Se le dimensioni del telaio sono tali da doverlo appoggiare su di un piano o su di un tavolo occorre che lo spessore del telaio sia abbastanza alto da lasciare uno spazio compatibile con la corsa dell'ago durante le fasi della lavorazione.

Chi si cimentava in questa arte per prima cosa sceglieva come parte del disegno da dove iniziare, qualcosa di piuttosto semplice e con contorni di zone da riempire poco complicati, come una foglia con la sua nervatura. La lavorazione avviene dalla parte rovescia del quadro. Il ricamo si ottiene pigiando su e giù rapidamente il pomello dell'attrezzo,

Alla fine del lavoro, si applica un leggero strato di colla sopra al disegno, ad es. Vinavil e si lascia seccare per bene, qualche giorno. Prima di staccare il lavoro dal telaietto è opportuno rifinire tutte le parti del trapuntato, ad es. tagliare i punti delle parti da pettinare per eseguire queste ultime, ad es. la criniera del cavallo, le piume di un uccelletto, ecc. Fare attenzione al tipo di colla perché se il velluto è piuttosto chiaro, con il tempo si forma un alone nella zona di essiccamento della colla.

Poi con le forbicine si può migliorare le parti sporgenti, le sbavature, ecc. Alla fine si toglie il lavoro dal telaio e si attacca alla cornice ultima, preparata a parte, con punti più consistenti in base alle dimensioni ed al peso, con i mezzi a disposizione (Chiodini in ottone, punti per cucitrici, ecc.).

C’è da sbizzarrirsi a volontà, nella fantasia dei soggetti, nell’accostamento dei colori, nelle dimensioni che possono arrivare e veri e propri arazzi per poter poi dire "questo l’ho fatto io", insomma, per me che queste cose le ho fatte quasi cinquant’anni fa, sono ancor oggi un piacevole ricordo. 

E chissà, che fra qualche decennio magari, non lo possiate esporre su qualche diavolo di Blog!           

Tonino. 



martedì 30 luglio 2013

Passatempi e creatività: quadri su velluto

Quadro su velluto: paesaggio di montagna

Dopo i modelli in legno, verso la fine del 1968 tra i miei hobbies creativi posso annoverare i quadri su velluto, un singolare passatempo che mi tenne impegnato diversi mesi e che imparai a fare dopo esser rimasto incuriosito e contagiato dai quadri fatti da Tamburini, che in ANIC faceva servizio di portineria. 

Relief handarbeiten - Max Haberli
Il 14/12/1968, mandai a prendere dalla Svizzera un attrezzo speciale della Ditta Haeberli, per ricamare su velluto o trapuntareSi potevano ottenere coloratissimi quadri in rilievo, trapuntando con un filo di lana i disegni prescelti. 

La trapuntatura veniva fatta dalla parte posteriore del disegno appoggiato sul velluto, lo spessore del rilievo poteva essere regolato dall’attrezzo e, una volta ultimato il quadro, che sul retro doveva essere fissato a colla, anche semplicemente con Vinavil, la trapuntatura poteva essere tagliata e “pettinata”, in modo da distinguersi chiaramente da altre superfici, come ad es. le piume di un uccello dal ramo su cui si trovava.



Testa di cavallo - ricamo a rilievo

Tamburini mi aveva anche fatto vedere alcune sue “opere” e mi aveva dato un primo disegno. Da quel momento, non più legnetti, chiodi, borchie, vele, ecc., ma la ricerca in tutti i negozi di scampoli di velluto, di fili di lana di diversi colori e consistenza, di “motivi” su disegno, da tradurre in quadri, di tela sottile su cui fissare il velluto e di telai per sostenere il tutto per tutte le operazioni di “trapuntatura”. 

 Le signore e gli addetti dei negozi mi guardavano con certi sguardi con un misto di curiosità e di dubbio, mentre io “razzolavo” fra gomitoli, matasse, scampoli ed affini, alla ricerca del materiale più adatto, se pettinabile, se ritorto, se proprio di lana e a volte me li regalavano quegli avanzi che nessun altro matto voleva, di cui non sapevano proprio come disfarsene e che comunque non si sarebbe mai più trovato un altro gomitolo uguale. 

Uccellini su ramo fiorito - ricamo a rilievo
Iniziai con una testa di cavallo; il problema era l’occhio, era difficile da imitare con la lana. Infine trovai alcuni grossi bottoni rilucenti che attaccai nel vuoto lasciato sul velluto. Alla fine di questi primo quadretto, incorniciato, di circa 50 per 40 cm, ero soddisfatto del risultato e ne cominciai subito un altro. In seguito ne feci altri, fra i quali anche uno per mio suocero, che era un grande appassionato di cavalli. 

Intanto mi ero procurato qualche altro disegno, che avevo mandato a prendere. Continuai con un ramo di frutto fiorito, con su un paio di uccelletti. Anche di questo esegui qualche copia. 

Rose fiorite - ricamo a rilievo su velluto
Poi feci una testa di aquila, quindi un bel mazzo di rose fiorite, ed altri. Ognuno di questi mi impegnava per una decina di giorni. 

Alla fine, poiché avevo trovato un bel pezzo di velluto rosso vivo, grande, ma che aveva un gran buco quasi a metà, decisi di fare una specie di arazzo, con un grande disegno di un paesaggio montano con daini, abeti, piante boschive ed un ruscello. Le dimensioni erano per un quadro di circa 1,63 x 0,74 metri. Questo fu piuttosto impegnativo. Per le dimensioni risultava scomodo da eseguire, pesante da sostenere per il telaio, e lunghissimo da eseguire, specie per i riempimenti. Inoltre, per il grande foro nel velluto, questa zona risultò estremamente lunga e brigosa da chiudere. Alla fine, dopo quasi due mesi era finito. Ero appagato. Dopo la ripetizione di alcuni di quelli di prima, per la parentela, anche questa “esperienza” era finita.


Tra diario e hobby si ritrova un’Italia scomparsa

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